A-B-C-D-E-F-G-H-I-J-K-L-M-N-O-P-Q-R-S-T-U-V-W-X-Y-Z

[C]

CCI
Codice Comune di Identificazione attribuito dalla Commissione Europea ai Programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali.

Check list
Documento ad hoc che  supporta ed attesta lo svolgimento di controlli o di verifiche amministrative, differenziato in relazione a ciascuna tipologia di macroprocesso o in relazione al soggetto competente a porre in essere il controllo. Una chek list deve, ad esempio, documentare le seguenti verifiche: sussistenza della documentazione amministrativa, sussistenza del contratto/convenzione,  completezza e della coerenza della documentazione giustificativa di spesa, correttezza della documentazione giustificativa di spesa dal punto di vista normativo (civilistico e fiscale),  dell’ammissibilità della  spesa, ecc.

CIG
Codice Identificativo di Gara assegnato dal sistema SIMOG dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture. E’ obbligatorio per i progetti inerenti la realizzazione di opere e lavori pubblici e l’acquisizione di beni e servizi nell’ambito dei quali l’importo della gara per il singolo SAL sia superiore rispettivamente a 40.000 e 20.000 euro. Il codice è riportato nel bando o, in caso di procedure ristrette, nella lettera di invito.

CIPE
Comitato Interministeriale di Programmazione Economica

CNIPA
Centro Nazionale per l’Informazione nella Pubblica Amministrazione

CO.CO.ASSE - Comitato di Coordinamento d’Asse
Il Comitato di Coordinamento (Conferenza dei responsabili dei fondi strutturali e degli assi) per la gestione del POR è stato istituito con delibera di Giunta Regionale del 18/8/2000, n. 4437 e smi. Il Comitato di Coordinamento provvede a verificare, con cadenza bimestrale, il raggiungimento degli obiettivi disaggregati per Asse.

COCOF - Comitato di Coordinamento dei Fondi
Il Comitato di Coordinamento dei Fondi (COCOF), istituito a norma dell'articolo 103 del regolamento (CE) n. 1083/2006, svolge attività consultive in merito alla gestione sulle norme di attuazione del regolamento stesso e sul metodo per calcolare le spese pubbliche strutturali o le spese a queste assimilabili a fini di addizionalità.
 

Cofinanziamento
Principio generale secondo il quale i finanziamenti derivanti dai Fondi strutturali comunitari devono essere assistiti, in percentuali diverse, a seconda degli Obiettivi, da quote di finanziamento nazionali.

CdS - Comitato di Sorveglianza
Il Comitato di Sorveglianza, in base a quanto stabilito dall’art. 63 del Regolamento CE 1083/2006,  ha il compito di assicurare l’efficienza e la qualità dell’esecuzione degli interventi comunitari. Ogni comitato è composto dai rappresentanti delle Autorità di Gestione e degli organismi coinvolti negli interventi oggetto della sorveglianza. Inoltre, ai lavori del comitato partecipano con ruolo consultivo un rappresentante della Commissione europea e, se l’argomento trattato lo richiede, un esponente della Banca europea per gli investimenti.

Commissione Europea
Istituzione dell'Unione Europea che ha poteri di iniziativa, di esecuzione, di gestione e di controllo. I commissari  sono designati dai Governi degli Stati membri. Il mandato della Commissione è di 5 anni. La sua struttura si articola in Direzioni generali (DG). I compiti più rilevanti sono: vigilanza sull'applicazione delle disposizioni dei Trattati comunitari e sulle decisioni prese dalle Istituzioni comunitarie; formulazione di pareri o raccomandazioni; partecipazione alla formazione degli atti.
Per la Politica Regionale  la Dg competente è la DG Regio.

Complemento di programmazione
È il documento in cui erano specificate le misure descritte nei Programmi Operativi (PO) dei precedenti cicli di programmazione e che indica i modi di attuazione di ogni singolo intervento e la relativa ripartizione dei fondi strutturali (i PO sono cofinanziati dai fondi strutturali comunitari e da quelli nazionali pubblici e privati). Il Complemento di programmazione deve essere trasmesso alla Commissione europea per informazione.
 
Completamenti
Interventi finanziati con le risorse per le aree depresse stanziate con la legge 208/98, finalizzati al completamento di opere pubbliche incomplete.
 
Concertazione
Metodo di confronto/negoziato tra gli attori di un progetto, attivato per individuare una strategia capace di promuovere uno sviluppo economico e sociale durevole, che richiede il coordinamento non soltanto degli strumenti finanziari ma anche delle politiche di accompagnamento di cui essi si servono.

Contabilità pubblica 
È il complesso delle norme che disciplinano l’attività di gestione degli Enti pubblici, comprendente - fra l’altro - la loro organizzazione finanziario-contabile e la gestione del loro bilancio.
 
Conti economici nazionali e territoriali
Secondo la definizione dell’Istat sono i quadri sintetici delle relazioni economiche che si hanno tra le differenti unità economiche di una data comunità in un determinato periodo. Essi riportano, in un certo ordine, le cifre relative alla situazione economica del Paese, o di un suo territorio, sulle risorse disponibili e sul loro uso, sul reddito che si è formato e sulle sue componenti, sul processo di accumulazione e sul suo finanziamento, sulle relazioni con il resto del mondo e su altri fenomeni. Attualmente i conti economici territoriali sono pubblicati da Istat con uno sfasamento temporale di circa due anni rispetto ai dati nazionali (solo per alcuni aggregati è disponibile la stima ad un anno di distanza).


CPT - Conti Pubblici Territoriali
Il progetto Conti Pubblici Territoriali (CPT) è finalizzato alla misurazione dei flussi finanziari sul territorio. La Banca Dati, ricostruita a partire dal 1996 e aggiornata con ritardo di 12-18 mesi rispetto al periodo di riferimento dei dati, consente di avere informazioni circa il complesso di entrate e spese (correnti e in conto capitale) delle amministrazioni pubbliche nei singoli territori regionali. I CPT si riferiscono all'universo del Settore Pubblico Allargato e offrono diverse chiavi di lettura: regioni e macro-aree, classificazioni settoriali, categorie economiche e livelli di governo. Il Settore Pubblico Allargato include, oltre alla Pubblica Amministrazione (PA), anche l'Extra-PA, ovvero Imprese Pubbliche Nazionali e Imprese Pubbliche Locali, comparto formato da enti rilevati capillarmente sul territorio e non considerati in modo organico da alcuna altra fonte statistica. L'esistenza di una rete di Nuclei è alla base dell'organizzazione dei CPT, prodotti da un Nucleo Centrale, che opera nell'ambito dell'Unità di valutazione degli investimenti pubblici del DPS, e da 21 Nuclei operativi presso ciascuna Regione.
 
Contratti d'Area 
Il Contratto d'Area è uno strumento operativo attivato da Enti locali, Parti sociali, altri soggetti interessati, con lo scopo di favorire l'occupazione in una determinata area di dimensioni ridotte. Riguarda soprattutto aree di crisi indicate dalla 263/93. Il Contratto è sottoscritto anche dalle amministrazioni pubbliche competenti per territorio.
Deve essere nominato un Responsabile unico fra gli Enti pubblici sottoscrittori, con il compito di favorire l'esecuzione del Contratto.
La Regione, e lo Stato, devono assicurare la coerenza del Contratto con gli strumenti della programmazione e con le disponibilità di risorse statali e regionali.
 
Contratti di Programma
Il Contratto di Programma è stato istituito per la prima volta con la Legge 64 del 1986. Ha successivamente seguito una complessa evoluzione normativa caratterizzata da numerose stratificazioni amministrative.
La normativa di riferimento dei Contratti di Programma è oggi rappresentata dalla Legge 488/92 per quanto riguarda la disciplina delle agevolazioni concedibili, mentre le procedure e i criteri di istruttoria sono definiti dalla delibera CIPE n°26 del 2002 (regionalizzazione della Programmazione negoziata) e dai due Decreti del Ministero per le Attività Produttive del 12 novembre 2003, contenente le procedure di istruttoria, e del 19 novembre 2003, contenente i criteri di priorità per la selezione delle proposte.
Il Contratto di Programma può essere proposto dalle imprese di grandi dimensioni, da consorzi di medie e piccole imprese e da rappresentanze di distretti industriali. E' stipulato da questi soggetti con le amministrazioni statali competenti per la realizzazione in aree definite di piani organici di investimenti produttivi, operanti anche in più settori, che potranno comprendere attività di ricerca e servizi a gestione consortile.

Controlli di primo livello
Controlli da esercitare in concomitanza con la gestione dell’intervento e diretti a verificare la corretta esecuzione delle operazioni gestionali. L’art. 13 del Regolamento 1828/2006 recante norme di attuazione del Regolamento 1083/2006 stabilisce che “le verifiche che l’autorità di gestione è tenuta ad effettuare a norma dell’articolo 60, lettera b) del regolamento (CE) n. 1083/2006 riguardano, a seconda del caso, gli aspetti amministrativi, finanziari, tecnici e fisici delle operazioni. Tali verifiche devono “accertare che le spese dichiarate siano reali, che i prodotti o i servizi siano stati forniti conformemente alla decisione di approvazione, che le domande di rimborso del beneficiario siano corrette e che le operazioni e le spese siano conformi alle norme comunitarie e nazionali.” Le verifiche devono altresì comprendere “procedure intese ad evitare un doppio finanziamento delle spese attraverso altri programmi nazionali o comunitari o attraverso altri periodi di programmazione.” Le verifiche devono essere svolte sulla documentazione di spesa prodotta dal Beneficiario in occasione di ciascuna domanda di rimborso da questi presentata (verifiche amministrative su base documentale), ed in loco sulle operazioni (verifiche in loco).

Controlli di secondo livello
Attività svolta dall’Autorità di Audit, volte alla verifica del livello di efficacia e di rispondenza del sistema di gestione e controllo rispetto agli obiettivi di sana gestione finanziaria e di coerenza con la normativa comunitaria e nazionale, e  alla verifica campionaria della spesa e delle operazioni sulla base di una valutazione del rischio.

Controlli in loco
Verifica dei progetti presso la sede del Beneficiario o presso le opere pubbliche finanziate, tesa ad analizzare prevalentemente la conformità degli elementi fisici e tecnici della spesa alla normativa comunitaria e nazionale nonché al Programma.

Costi ammissibili
I costi ammissibili sono le spese effettivamente sostenute e portate a rendicontazione dai beneficiari finali per la realizzazione di azioni cofinanziate dai Fondi strutturali, ammissibili al rimborso da parte della Commissione europea. Oltre ad alcuni criteri generali (le spese devono essere effettive, legittime, comprovabili, ecc.), per alcune tipologie di costo la normativa comunitaria prevede specifiche regole di ammissibilità. Il riferimento normativo è da rinvenirsi nel Decreto del Presidente della Repubblica del 3 ottobre 2008, n. 196 , Regolamento di esecuzione del regolamento (CE) n. 1083/2006.

Crediti di imposta
I crediti di imposta rappresentano una forma di finanziamento agevolato alle imprese, sotto forma di risparmio fiscale. Tale meccanismo di contributo a fondo perduto ha assunto in questi ultimi anni un’importanza sempre maggiore nell'ambito degli interventi di finanza agevolata finalizzati ad incentivare gli investimenti delle imprese italiane.
Numerose leggi hanno introdotto provvedimenti comprendenti crediti di imposta: a partire dalla Legge 341/1995, alla Legge 140/1997 – che concedeva bonus fiscali per l'attività di ricerca industriale – alla Legge finanziaria del 1998 e del 1999 che hanno esteso il criterio di incentivazione adottato per la ricerca scientifica, ai settori del commercio e del turismo e alle imprese creatrici di nuova occupazione nonché a quelle che aderiscono ad accordi di "programmazione negoziata".
 
Criteri di ammissibilità
 rappresentano i requisiti di eleggibilità – “regole”- delle operazioni strettamente collegati ai contenuti delle attività, la cui verifica comporta esclusivamente la  rispondenza o meno a specifici requisiti  (ON/OFF), dettati non solo dalle disposizione del Reg. CE 1083/2006 e smi ma altresì dalla normativa vigente comunitaria, nazionale e regionale.

Criteri di selezione
Costituiscono le “regole” per il co-finanziamento delle operazioni distinguendo due macro-categorie:  criteri di ammissibilità  e criteri di priorità.
In ottemperanza al Regolamento Generale sui Fondi Strutturali (CE) n. 1083/2006, ogni PO deve adottare tali criteri entro 6 mesi dalla data di approvazione del PO, che devono essere esaminati ed approvati nella riunione  del primo Comitato di Sorveglianza del Programma, al fine di consentirne l’avvio conformemente alle regole di ammissibilità delle spese.

Criteri di priorità
Rappresentano i principi guida – “scelte”- per l’attuazione, la cui verifica comporta la “valutazione” della rispondenza delle attività alla strategia ed agli obiettivi del Programma, così come delineati nell’ambito del processo di programmazione della politica di coesione (dal Quadro Strategico Nazionale 2007/2013, agli esiti delle Valutazioni a cui è stato sottoposto il Programma, fin alle conclusioni del negoziato con la Commissione Europea).

CUP
Il CUP (Codice Unico di progetto) è un'etichetta che caratterizza in maniera biunivoca ogni progetto d'investimento pubblico; è una sorta di "codice fiscale" del progetto, costruito a partire dalle caratteristiche del progetto stesso, secondo un algoritmo che ne assicura l'univocità.
È costituito da una stringa alfanumerica di 15 caratteri, che accompagna ciascun progetto di investimento pubblico a partire dalla fase formale di assegnazione delle risorse. Il Codice Unico di Progetto è rilasciato dal sistema CUP operante presso il CIPE. E’ obbligatorio per tutti i progetti.